Mr. Robot: a volte la trama confonde gli attori

di Marica Lancellotti - 25-05-2016

E non soltanto loro...



Mr. Robot miete vittime, dentro e fuori dalla realtà dello show, in quasi ogni senso possibile. Continua a vincere premi (è stato protagonista alla cerimonia dei Peabody Awards dello scorso 22 maggio), vanta un pubblico molto vasto (in spasmodica attesa della seconda stagione, in onda dal prossimo 13 luglio) ed è stata universalmente proclamata come la miglior serie drammatica del 2015.

Il rovescio della medaglia è una certa difficoltà di comprensione, non solo per le questioni tecnologiche affrontate in termini non proprio alla portata di chiunque, ma anche per la trama ricca di capovolgimenti.

A tal proposito, in occasione del Vulture Festival in programma lo scorso sabato a New York, è intervenuto anche il cast. Carly Chaikin, che nello show interpreta Darlene, ha rivelato: «è pazzesco! Tu pensi "Ah sì, ho capito cosa sta per succedere", poi ricevi il copione e "Cosa? Non ho mai sentito una cosa del genere". Ma [Sam Esmail, il creatore] ha una visione così completa di chi noi siamo che quando ne parla suscita in me un grande entusiasmo».

D'accordo, ma, escludendo l'entusiasmo, il problema a volte si fa veramente difficile da superare: «Certe volte devo andare sulla pagina Wikipedia del nostro stesso show per capire cosa sta succedendo» rivela Portia Doubleday, volto di Angela. «In questa stagione ci sono un paio di cose per cui mi sono chiesta "Aspetta, questo quand'è successo?". Ho dovuto davvero cercare e provare a capire invece di conoscere già quello che era accaduto».

Così agli attori non resta altro che parlarne direttamente con Esmail, l'unica persona che ha sempre chiara la direzione dello show. «É bello essere nelle mani di qualcuno verso cui nutri una completa fiducia. Capisce tutto e c'è un motivo per qualsiasi cosa noi facciamo o diciamo. Ha pensato davvero a tutto», ha dichiarato "Mr. Robot" Christian Slater.

E la fede in Esmail è talmente tanta che: «se desse vita ad un culto, noi probabilmente lo seguiremmo, pensando "Se tu pensi che vada bene allora hai sicuramente ragione"».

Fonte: HP

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