Il Trono di Spade 6x06: la parola allo sceneggiatore Bryan Cogman

di Marica Lancellotti - 31-05-2016

I retroscena di Blood of My Blood



[L'articolo contiene spoiler dell'episodio "Blood of My Blood"]

Il gioco, da cinque stagioni e qualche puntata, era diventato: appena appare un personaggio a cavallo nei paesaggi innevati del Nord, allora quello potrebbe essere lo zio Benjen.

Chi ha vinto? Chi per primo ha ipotizzato che sarebbe tornato a metà della sesta stagione. Il Trono di Spade è una serie piena di dipartite e ritorni, ma non era mai successo che un personaggio mancasse per così tanto tempo. Lo sceneggiatore e co-produttore esecutivo, Bryan Cogman, non può rivelare molto a riguardo «senza finire nel cuore del processo di adattamento, ma la stagione 6 è piena di ritorni per la famiglia Stark. Lo show è grande e pieno di storie ma, in fondo, molto gira intorno alla storia di questa famiglia che è stata smembrata. Così vedere alcuni di loro ricongiungersi (per il momento Jon e Sansa, Benjen e Bran) è stato veramente soddisfacente sia da scrivere che da girare. Ed è stato bello avere di nuovo sul set l'attore Joe Mawle: dev'essere stata una sfida per lui ritornare nel personaggio dopo così tanto tempo, ma è stato utile perchè non è lo stesso Benjen della prima stagione. É stato un processo divertente da esplorare».

E questo, chi ha letto i libri, in parte lo sa già: il nome Coldhands (Manifredde) vi dice qualcosa? Martin stesso ha spiegato che è un personaggio unico nel suo genere (e nell'ultima punata andata in onda è stato lo stesso Benjen a rivelarlo), avvolto nel mantello nero da ranger dei Guardiani della Notte, con il volto coperto da una sciarpa nera, ha le mani gelide e scure di un Estraneo. In realtà sarebbe dovuto comparire prima, per accompagnare Bran e compagnia davanti alla grotta, ma gli showrunner hanno pensato di cambiare un po' le carte in tavola: «penso che sia stato molto meglio presentarlo ora» ha risposto l'attore Isaac Hempstead-Wright (Bran Stark) «non solo perchè Bran aveva già Meera e gli altri ad accompagnarlo alla grotta: lui adesso è lì per aiutare Bran a rimettere insieme i pezzi e a creare, ancora una volta, un forte legame con la sua famiglia».

Un ritorno e una morte: parliamo di Hodor, naturalmente. «Avevo immaginato, in realtà, che avrebbe scatenato simili reazioni nei fan: Hodor è un personaggio molto amato e, soprattutto, quella scena particolare ha aperto una nuova strada nel grade racconto che è Il Trono di Spade. Ma non chiedetemi se tornerà, non posso rivelare niente sul futuro...».

Possiamo però parlare di Sam e dell'ennesimo padre cattivo dello show: «Ho davvero un talento naturale nello scrivere scene di cene piuttosto "scomode". Mi piace esplorare le dinamiche familiari: qui abbiamo una madre, una sorella e un fratello assolutamente normali, ma suo padre è veramente un bastardo dal cuore di pietra. C'è la parte più dolorosa della sequenza in cui il padre lo insulta e lui non è in grado di difendersi da solo: Sam ha ucciso un uomo, ha ucciso un Estraneo, è ricordato come un eroe, ma non riesce a ribellarsi a suo padre. Lo trovo affascinante».

Qualche anticipazione sul prossimo episodio, The Broken Man? «Posso dire solo questo: c'è stata una settimana in cui abbiamo girato una particolare sequenza della prossima puntata, ed è stata la mia preferita sul set in tutte e sei le stagioni!».

Fonte: EW

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