Comic-Con 2016: la recensione del pilot di Arma Letale

di Giorgio Viaro - 21-07-2016

Il remake seriale del cult movie con Mel Gibson è stato presentato a sorpresa alla fine della Preview Night



La Preview Night del Comic-Con si è conclusa con un evento a sorpresa, che non era stato annunciato nel programma: il pilot di Arma Letale, remake televisivo dei film con protagonisti Mel Gibson e Danny Glover, che verrà trasmesso negli Stati Uniti da Fox a partire dal prossimo 21 settembre (e poco dopo in Italia).

L’episodio inizia con il trauma che trasformerà il detective della LAPD Martin Riggs (Clayne Crawford) in una testa calda con tendenze suicide, ovvero la morte della moglie a causa di un incidente stradale mentre si sta recando in ospedale per partorire. In quel momento Riggs è impegnato in un inseguimento nel deserto, e scoprirà quanto accaduto solo in un secondo momento.

Subito dopo ci viene presentato Roger Murtaugh (Damon Wayans), poliziotto cinquantenne che sta per tornare in servizio dopo qualche mese di congedo a causa di un infarto. Un orologio tiene sotto controllo le sue pulsazioni e squilla quando superano il limite di guardia, un elemento che diventa più avanti il cardine di varie gag. Murtaugh, come accadeva nell’originale, è l’opposto di Riggs: ha una moglie e tre figli, una bella casa e una famiglia che funziona.

Successivamente i due vengono accoppiati dal capitano della polizia. Quando si incontrano Riggs è impegnato a sventare una rapina in banca fingendosi un pizzaiolo: rischia volutamente la vita, è avventato ma micidiale nel corpo a corpo, e alla fine fa fuori tutta la banda. Murtaugh resta all’esterno e assiste basito agli eventi. Alla fine tutto l’edificio salta in aria, mentre Riggs esce beato dalla banca mangiandosi la sua fetta di pizza. A questo punto compare la scritta “Lethal Weapon” e la serie parte per davvero.

Per il resto l’episodio segue la detection del primo caso assegnato alla coppia, che è poco più di un pretesto per un paio di scene action ben coreografate (c’è perfino un inseguimento automobilistico in pista, durante una corsa di Formula 1), e per le schermaglie tra i due, mentre imparano a conoscersi.

L’impressione che ci siamo fatti dopo il pilot, che riprende molte delle situazioni del primo film (in particolare il rapporto tra Riggs e la famiglia di Murtaugh) è che gli interpreti siano azzeccati e le gag ben scritte, ovvero che come buddy cop comedy la serie funzioni benissimo e non faccia rimpiangere troppo l’originale. Si scherza senza tirarsi indietro su temi delicati come il suicidio e la depressione.

Molto meno interessante la trama poliziesca, e molto meno spontanee le sequenze drammatiche, anche perché Riggs è troppo tirato a lucido per la situazione psicologica in cui teoricamente si trova.

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