Comic-Con 2016: la recensione del pilot di Time After Time

di Adriano Ercolani - 21-07-2016

Jack lo Squartatore si è impossessato di una macchina del tempo



Cosa succederebbe se Jack lo Squartatore riuscisse a fuggire fino ai nostri giorni, adoperando magari la macchina del tempo inventata dal genio di H.G. Wells? Allo scrittore non resterebbe altro da fare se non salire a bordo della sua stessa invenzione per inseguirlo e cercare di fermarne la follia omicida.

Questa geniale idea era alla base di Time After Time, romanzo di Karl Alexander da cui nel 1979 Nicholas Meyer aveva tratto il cult movie con Malcolm McDowell, David Warner e Mary Steenburgen. Dallo stesso testo Kevin Williamson – la mente dietro il franchise horror Scream - ha creato invece la serie tv omonima, la quale verrà trasmessa dalla ABC a partire dal 2017 e che è stata presentata durante la Preview Night del San Diego Comic-Con 2016.

Basterebbe uno spunto così gioiosamente delirante per intrigare il pubblico e convincerlo a seguire la serie. Da quello che il pilot ha mostrato, però, Williamson è riuscito a condire ulteriormente la vicenda con la sua vena caustica, e la sua ironia spesso raggelante. Se si sorride spesso grazie ai soliti fraintendimenti, che occorrono quando gentiluomini del passato si confrontano con l’oggi, allo stesso tempo la riflessione che arriva in seconda battuta è tutt’altro che consolatoria: e se l’orrore rappresentato da Jack lo Squartatore in realtà calzasse a pennello in un’epoca violenta e malata come la nostra?

Nel dosaggio dei toni e nella scansione del ritmo, il primo episodio di Time After Time funziona come un meccanismo a orologeria, scandito in particolar modo dalla notevole alchimia tra il compassato aplomb di Freddie Stroma che interpreta Wells e la stralunata simpatia della sorprendente Genesis Rodriguez, a cui è andata la parte della curatrice del museo dove è custodita la macchina del tempo, nonché probabile oggetto amoroso dell’eroe. Al resto pensano le più ovvie trovate da serial televisivo adatto per il prime time, riproposte però con una freschezza capace di renderle comunque appetibili.

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