Stephanie Corneliussen e il bondage in Mr. Robot

di Marica Lancellotti - 29-07-2016

"Sono danese ed esibizionista: la nudità non mi imbarazza"



Stephanie Corneliussen in origine è una modella arrivata dalla Danimarca. Non è rimasta per troppo tempo, però, ferma sulle riviste patinate. Complici alcuni piccoli ruoli, nel film Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe e nel TV movie Hello Ladies, nel 2015 è approdata nella serie tv dell'anno, Mr. Robot, con il controverso ruolo di Joanna Wellick, moglie bellissima del villain della prima stagione, Tyrell Wellick.

Eppure Sam Esmail non l'ha scelta per la sua bellezza o per lo sguardo di ghiaccio, ma perchè era in grado di parlare benissimo tre lingue: il danese, sua lingua madre, lo svedese, come Martin Wallström (l'interprete di Tyrell) e l'inglese come il resto del cast.

Il resto è tutta farina del suo sacco, e merito di alcune fondamentali indicazioni dell'ideatore dello show: «Mi ha dato informazioni limitate sul personaggio: doveva avere sangue freddo, essere manipolatrice, eravamo d'accordo sul fatto che dovesse essere una sorta di Lady Macbeth. Per molte delle scene di Joanna mi sono personalmente ispirata alla prima Lauren Bacall di Acque del Sud: adoro quel film e la cosa che lo ricorda meglio è quella donna, iconica, così mi sono detta "Voglio farla così, voglio che la mia Joanna sia come lei"».

Lauren Bacall, però, non aveva mai dovuto confrontarsi con scene particolari, come quelle di Joanna "stile bondage"... Come ha reagito quando ha scoperto che erano nel copione? «In realtà ho fatto il provino in un letto, la scena dell'audizione era proprio quella in cui Joanna è legata nel letto! Come attrice ero davvero intrigata dalla situazione: ha un carattere così forte e dominante eppure gioca il ruolo della sottomessa in quei momenti. Joanna per me è entrambe le cose. É completamente ossessionata dal potere e dal controllo, e non credo sia un'ossessione momentanea, ma che sia assolutamente connaturata in lei. Solo in camera da letto può allentare la tensione, abbandonare il controllo e "giocare" alla sottomessa: è una sorta di fuga. Anche se non completa perchè è sempre lei a ordinare, a chiedere di essere frustata».

Quando Joanna viene schiaffeggiata, è solo la "magia della TV"? «A volte può capitare di sentire dire ad un attore, anche a me, "Ok, fallo una sola volta e fallo bene". Sam Esmail ci tiene che nessuno si faccia male, io però non ho paura di spingermi un po' oltre se questo vuol dire capire meglio il mio personaggio e rappresentarlo nel modo migliore possibile».

Non è imbarazzante girare nuda e legata davanti all'intera troupe? «In realtà il set è chiuso e ci sono sempre poche persone alla volta, Sam (Esmail) ci tiene alla nostra sicurezza e non vuole metterci a disagio. Davanti a me, mentre giriamo quelle scene, ho sempre una persona con una vestaglia, pronta a coprirmi. Io, in realtà, non sono imbarazzata dalla nudità, probabilmente perchè sono danese, oltre che un po' esibizionista, e credo che neanche Joanna lo sia. Penso che sia veramente una questione di background culturale, in Danimarca non ci curiamo molto della nudità e di tutto questo genere di cose. Siamo piuttosto liberi, se non sbaglio siamo stati il primo Paese a distribuire il porno commerciale».

Fonte: Vulture

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