The Walking Dead: gli ascolti sono sempre più in crisi

di Marica Lancellotti - 15-12-2016

Il fenomeno sta assumendo dimensioni preoccupanti?

Premessa:The Walking Dead resta una delle serie più seguite in assoluto, soprattutto nella fascia d'età compresa tra 18 e 49 anni, tanto che, al momento, uno dei maggiori introiti di AMC è la vendita dello show alle distribuzioni non americane. Il midseason finale, andato in onda la scorsa domenica (trovate qui la nostra recensione) è stato visto da oltre 10 milioni di spettatori nella sola serata di prima messa in onda, e più della metà erano compresi nella fascia d'età di maggior interesse per i network.

Perchè, allora, si sta parlando di crisi di ascolti? Per due ragioni fondamentali: anzitutto nel confronto con le stagioni precedenti, in secondo luogo perchè The Walking Dead perde spettatori sul lungo periodo e punti di rating, che nel settore equivalgono a moneta sonante per via delle pubblicità. Per esempio: l'episodio del 27 novembre è stato visto da 6,29 milioni di spettatori compresi nella fascia 18-49 nella prima sera di messa in onda, dopo tre giorni il pubblico è salito a 8,88 milioni ma è sceso a 5,93 nella fascia dei giovani (18-49) ed è sceso il numero di persone che ne ha guardato gli spot commerciali. Rispetto a un anno prima, il calo è stimato intorno al 23% (e ricordiamo che la sesta stagione era stata vista, mediamente, dall'8% in meno già rispetto alla quinta).

C'è un dato uleriore, non meno allarmante: si stima che la crisi della settima stagione sia iniziata praticamente subito dopo la première. Se per scoprire chi sarebbe caduto per mano di Negan sono stati 17 i milioni di spettatori sintonizzati su AMC, sono stati "solo" 11 i milioni che hanno continuato anche con le puntate successive, di cui 7,62 nel primo giorno di messa in onda. Questo porta ad aumentare il divario tra gli ascolti del midseason finale (che già ha perso il 27% di pubblico rispetto a quello della sesta stagione) e della première, per una percentuale che si aggira intorno al -40%.

Cosa comporta questo per AMC? Che se nel 2015 aveva guadagnato il 44% del suo fatturato grazie alla pubblicità "venduta" durante la messa in onda dei suoi show, The Walking Dead in testa, l'abbassamento del numero di spettatori e, conseguentemente, del rating - stimato intorno al -30% - equivarrà ad un netto abbassamento dei guadagni (pur ricordando che ciò che AMC incassa in una giornata di messa in onda di The Walking Dead, per un canale generalista è il guadagno di un paio di giorni di trasmissione).

Cosa comporta questo per la serie? Al momento poco, forse un abbassamento del budget, ma nessuna cancellazione. In fondo resta uno dei franchise più seguiti e meglio venduti all'estero, senza considerare che il calo non è solo da imputare a problemi "interni" allo show, ma anche "esterni", in primis l'avvento dei colossi dello streaming, come Netflix, Amazon e Hulu, che sottraggono spettatori soprattutto nei giorni successivi alla prima messa in onda, "casualmente" quelli in cui gli zombie e i sopravvissuti di Robert Kirkman soffrono di più.

Fonte: Variety