Il trono di spade 7: «Da 1 a 10 soffrirete 11». Parola di Ser Davos

di Maria Laura Ramello - 30-04-2017

Ospite del Napoli Comicon, Liam Cunnigham aka il Cavaliere delle Cipolle ha svelato dei piccoli dettagli sulla stagione in arrivo

Ser Davos Seaworth. Il cavaliere delle cipolle. Liam Cunningham.
Era tra gli ospiti più attesi di questa edizione del Napoli Comicon e Liam Cunnigham, l’attore di una delle serie più amate al mondo, è stato accolto con un boato dalle centinaia di ragazzi che fin dalle prime ore della mattina hanno aspettato pazientemente in fila il suo arrivo. L’incontro, condotto da Gianmaria Tammaro, responsabile della sezione CartooNA e della rubrica Dentro le Nuvole su Best Movie, non ha svelato moltissimo sulla stagione in arrivo, ma ha deliziato i presenti con piccole curiosità.

Come hai deciso di diventare un attore?
Ho deciso di diventare un attore perché ero stufo di fare l'elettricista. Ho vissuto in Africa per tre anni e quando sono tornato in Irlanda mi sono reso conto che andare in giro con il mio furgoncino era noioso, dovevo trovarmi un hobby. Pensavo sarebbe stato solo un passatempo e invece è diventata una carriera. Proprio per questo a volte mi fa strano dire che sono un attore, amo esserlo, adoro, raccontare delle belle storie.

Il tuo primo grande ruolo?
Sono stati tutti grandi ruoli. Per essere un attore si inizia facendo teatro e mi sono innamorato nel raccontare le storie davanti a un pubblico che è parte della storia, reagisce.

Hai lavorato anche con Dario Argento, in Italia
La mia prima volta in Italia è stata quando Dario Argento mi ha chiesto di fare un film con lui. Ci ho pensato solo due secondi, ero così felice di essere diretto da lui e di poter andare a Roma. Ricordo che la prima scena che girai eravamo al Pantheon, dovevo interpretare un ubriaco, ero con Stefania Rocca e dovevo cantare una canzone irlandese. Cioè capite? Dovevo cantare una canzone irlandese a una bella attrice italiana, a Roma… ricordo che sono tornato nel mio appartamento e mi sono detto: è bello essere un attore.

Parlando del Trono…
Non posso dire nulla sulla nuova stagione, rischio di essere ucciso non nello show, nella realtà.

Dicci cosa pensi del tuo Ser Davos
È un buon uomo pieno d'onore che non ha paura di dire la verità. È un eroe silenzioso, che non vuole il potere a tutti i costi. Ho incontrato i produttori per un ruolo nella prima stagione, non vi dirò quale. All’epoca non sono stato preso ma i produttori mi hanno detto di avere il ruolo giusto per me nella stagione due. Non pensavo mi avrebbero richiamato, e invece lo hanno fatto davvero. Appena ho letto lo script ho capito che Ser Davos era perfetto per me. Servono personaggi come lui nello show perché ci sono tantissimi personaggi che fanno cose questionabili. Ci deve essere qualcuno che parli per il pubblico, che dia voce alle loro preoccupazioni.

Hai letto i libri?
No. La prima volta che ho incontrato George R.R. Martin eravamo alla premiere della stagione 2 o forse 3, e mi ha chiesto se avessi letto i libri. Ho detto che non li avevo letti e da allora a ogni premiere mi chiede se li ho letti. Gli ho promesso che li leggerò quando finirà la serie e lui ha detto che vorrà un riassunto.

La serie ha anche un messaggio politico
All'inizio, prima di sapere qualsiasi cosa della serie non ero convinto di andare al provino per prendere parte a qualcosa di fantasy. Mi sono detto però che HBO fa sempre cose fantastiche e gli ho dato fiducia. Appena letto lo script ho capito che era una serie sul nostro mondo, sulla nostra moderna società anche se ci sono i draghi.

Com’è l’atmosfera sul set?
È fantastico lavorare sul set; tutti siamo consapevoli del fatto che ora lo show è un fenomeno culturale e il team è molto unito. Il livello di dettaglio è pazzesco, maneggiamo monete che sembrano vere e hanno lo stemma delle case, i vestiti sono fantastici, tutto è al massimo, la produzione è al top. È davvero impressionante.

Ser Davos sul trono?
No… al massimo per pulirlo. Ma state tranquilli, non siete gli unici a chiedervi chi siederà sul Trono, ce lo chiediamo anche tra noi sul set… mentre indossiamo i costumi. Fa abbastanza ridere come cosa.

Quanto soffriremo da uno a dieci nelle prossime stagioni?
Undici. Ma voi amate soffrire. È uno show che trasmette grandissime emozioni. Non si vede, ma si sente. HBO prende lo show molto seriamente, gli sta rendendo tantissimo, ma ha anche capito quanto è diventato importante per i fan. Per questo i produttori vogliono che sia il miglior show possibile, e posso dirvi che la prossima stagione sarà ancora più cinematografica delle precedenti. Sarà cinema, a casa.