Kit Harington porta l'inverno di Westeros al Giffoni Film Festival 2017

di Irene Rosignoli - 21-07-2017

«Non penso che Jon Snow diventerà Re, ma chissà...»



Bagno di folla, fan accampati fuori dalla Cittadella fin dalla sera precedente e decine di cartelloni e omaggi (tra cui una ricostruzione della spada Lungo Artiglio, purtroppo o per fortuna prontamente sequestrata dalla security). Queste sono solo alcune delle scene che hanno visto protagonisti i giovani del Giffoni Film Festival 2017 nella giornata del 19 luglio, all’arrivo dell’ospite più acclamato in assoluto di questa edizione: Kit Harington, il Jon Snow del Trono di Spade.

Umile e riservato, Harington ha fatto capire fin da subito di non essere completamente a suo agio in mezzo a centinaia di fan urlanti (ha ribadito più volte il suo atteggiamento schivo verso lo status di celebrità o di personaggio pubblico). Tuttavia davanti al calore dei ragazzi di Giffoni ha finito per sciogliersi e rivelare una serie di curiosità interessanti, tra cui chi secondo lui dovrebbe infine salire sul famoso trono (e no, non è Jon). Di seguito le migliori domande emerse durante i due incontri a cui ha partecipato.

Ormai interpreti Jon Snow in Game of Thrones fin dal 2011. Come è cambiato il personaggio dalla prima stagione in cui era solo il figlio illegittimo di Ned Stark ad ora che praticamente è vicino a diventare re?
«Ovviamente è uno dei personaggi che si sono evoluti di più. Il bello di Jon Snow secondo me è che non si aspettava tutto questo. A differenza di molti altri personaggi ambiziosi e vendicativi, lui non vuole né il trono né il potere, e tuttavia le due cose gli arrivano lo stesso in modo totalmente inaspettato. Le desidera meno di altri, ma ottiene molto di più. Al momento penso che abbia raggiunto il massimo che poteva e non credo proprio che diventerà re. Ma chissà… ».

E invece tu come sei cambiato? Come affronti la celebrità?
«È ancora qualcosa di molto strano per me. Non l'ho mai cercata, è capitato, ma non sei mai pronto per la fama perché non ti insegnano mica come gestirla a scuola di recitazione. Ci sono aspetti di questo lavoro che non mi piacciono, per esempio dover vendere il mio corpo per le pubblicità. Ogni volta che devo farlo mi sento a disagio. Ma ci sono anche molte cose belle, come l'opportunità di incontrare i fan in festival come questo. In generale mi sento come se vivessi una doppia vita: a volte sono Kit e a volte sono Jon Snow. La cosa importante è non lavorare mai soltanto per la fama o per i soldi, anche se sicuramente fa piacere avere entrambi, non potrei mai dire il contrario. Per ora rimango con i piedi per terra pensando che il mio successo deriva in realtà dal fatto che sono parte del cast di uno show straordinario, ma per lanciare la mia carriera personale ho ancora molta strada da fare. Spero un giorno di avere successo anche come Kit, e non solo come Jon».

Quali attori consideri i tuoi modelli?
«Il primo che mi viene in mente è Ben Whishaw. Una volta lo vidi interpretare Amleto a teatro e fu proprio la sua interpretazione a ispirarmi a diventare attore. Poi adoro Leonardo DiCaprio e Edward Norton».

Game of Thrones è stato spesso criticato per le immagini troppo crude. Tu come risponderesti a quelle critiche?
«Risponderei che se non ti spingi oltre il limite del lecito non stai facendo veramente arte. Arte è anche cercare di andare oltre quello che siamo abituati a vedere o che ci aspettiamo di vedere. Parte del successo di Game of Thrones sta anche nel fatto che è una serie che sorprende e sconvolge gli spettatori, che in questo modo rimangono affascinati e colpiti. Ci sono state delle occasioni in cui secondo me abbiamo esagerato e ci siamo spinti troppo oltre, dunque talvolta si può strafare e sbagliare, ma non si può sapere quale è il limite se prima non si prova ad oltrepassarlo».

Sei preoccupato di rimanere intrappolato per sempre nel ruolo di Jon Snow?
«La serie si sta avviando verso la fine e, per quanto siamo tutti dispiaciuti, prima o poi tutte le cose belle devono finire. Sono certo che nulla potrà mai competere con questo, ritrovare una cosa simile sarà difficilissimo e probabilmente non mi ricapiterà mai più. Per ora voglio semplicemente fare un buon lavoro e ottenere ruoli che mi piacciono, nulla di più. Purtroppo quello di rimanere intrappolato in un personaggio è un rischio che si corre quando si fa parte di un film o di una serie di grande successo. Lo scoprirò presto, se sarà facile staccarmi da Jon Snow oppure quanto mi sarà utile per andare avanti con la mia carriera. In conclusione sì, sono un po’ preoccupato, però tornando indietro rifarei tutto mille volte ovviamente».

Cosa puoi dirci del tuo prossimo film per il grande schermo, The Death and Life of John F.Donovan?
«È stato un ruolo di un'enorme importanza per me. Recito nei panni del protagonista e accanto a delle attrici pluripremiate, molte vincitrici di un Oscar, come Natalie Portman, Susan Sarandon e Kathy Bates. C'era tanta pressione su di me ed ero veramente nervoso e spaventato, ma volevo davvero lavorare con Xavier Dolan, che è praticamente un genio. Ha solo 27 anni e già 6 film all'attivo, di cui molti hanno ricevuto premi importanti. È un regista incredibile».

«Il film è stato impegnativo, ma mi ha aiutato il fatto che interpreto un personaggio molto simile a me, dato che è una star della tv che cerca di fare il salto al grande schermo. Invece non ho in comune con lui l'orientamento sessuale, visto che lui è omosessuale, ma ho cercato di fare del mio meglio e spero di essere stato all'altezza. Prima di iniziare la promozione del film, che uscirà più avanti quest'anno, dovrò prendermi un attimo per riflettere su cosa dire, perché la realtà è che è piuttosto difficile persino spiegare di cosa parla. Per ora vi dico che ci sono delle belle riflessioni sull'industria del cinema, sul mondo dello spettacolo e sulle problematiche legate al tema dell'omosessualità».

Per finire, senza fare spoiler, quale personaggio di Game of Thrones secondo te è il più adatto per regnare sui Sette Regni?
«Ho sempre pensato che il più adatto fosse Tyrion. Insomma, con tutto quello che ha passato, col fatto che è sempre stato emarginato e ha sofferto molto, io penso davvero che sarebbe un buon leader. Non so chi finirà sul trono (nessuno di noi lo sa, per il momento), ma se dovessi scegliere io sarebbe assolutamente Tyrion».

Foto: Getty Images

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