Il Trono di Spade: pro e contro di The Spoils of War. I voti dell’episodio 7x4

di Giorgio Viaro - 08-08-2017

Jon ci riprova con il trucco della grotta



Daenerys ha i draghi, ma Jamie ha Bronn. La quarta puntata si gioca su questo scontro alla pari, mostrando nel frattempo per cosa si era risparmiato il budget la settimana scorsa, quando le battaglie erano avvenute fuori campo.
L’azione superlativa dell’ultima parte dell’episodio mi rinfranca dopo l’ennesima infornata di chiacchiere non sempre all'altezza della situazione. In particolare è un duro colpo l’ennesimo meeting tra Cersei e il Monte dei Paschi di Braavos, e tutta la contrattazione sulle rate del mutuo per le nuove navi (voto: 3).

Molto più divertente l’altro incontro a quattr'occhi, nella stanza di Bran, dove Lord Baileys, ormai alla frutta, continua a scendere nella catena di comando in cerca di qualcuno che lo stia a sentire. Lo Stark più giovane in questa prospettiva pare una buona scelta più che altro perché non può prendere e andarsene. La conversazione procede con Ditocorto che tenta abilmente di lusingarlo raccontandogli di quando hanno sgozzato sua madre, ma viene interrotto da una frase criptica - «Il caos è una scala» - che lo lascia, abituato com’è alle menti semplici di Sansa e Jon, di stucco.*

Qui c’è uno stacco abbastanza brusco che serve a liquidare uno dei personaggi più sottoutilizzati della serie, Meera Reed, la ragazzina che porta in giro Bran, ufficialmente soppiantata dai progressi tecnologici di Westeros: «Hanno inventato la sedia a rotelle, puoi andare».
Voto ai personaggi che escono di scena senza nemmeno una morte a effetto: 5.
Magari la ripescano.

Intanto in cortile Arya tenta di convincere due buffe comparse a farla entrare nel castello. Il ricongiungimento con la sorella è un buon affare soprattutto per Brienne che, nonostante a Winterfell vivano presumibilmente svariate migliaia di persone, a quanto pare passa tutto il suo tempo libero a bullizzare Podrick.
Qui abbiamo la riprova che le botte prese al Fight Club sono servite: Arya tiene testa alla spilungona con il suo spadino e il nuovo pugnale. Il piccolo combattimento amichevole che segue mi è parso molto ben coreografato, scarpata nelle costole compresa: voto 7.

A Dragonstone succedono tre cose importanti.

1 - Le basi dell’alleanza.
Jon porta Daenerys in una grotta per farle vedere la sua collezione di pietre rare. Se vi ricordate cos’è successo l’ultima volta che Jon è stato in una grotta in compagnia di una donna, capirete che per lui non è un invito come un altro.
Sulle pareti ci sono prima dei segni primitivi, tipo cerchi e righe, poi improvvisamente un bozzetto futurista del sindaco degli estranei: deduciamo che tra i Figli della Foresta qualcuno sapeva disegnare e qualcuno no.
Dany prende la palla al balzo: «Tu inginocchiati, io poi ti do una mano». Jon non coglie e si mette a parlare di politica. Escono.

2 - Una nuova strategia.
Fuori dalla grotta tutti quanti stanno aspettando con i pop-corn. Jon e Daenerys arrivano quasi mano nella mano, ma l’atmosfera idilliaca viene subito turbata delle notizie d’oltremare. Qui Dany perde in un colpo solo tutta la fiducia in Tyrion, ma al contempo dimostra che ancora fatica a prendere decisioni da sé.
«Ma se adesso bruciamo tutto, Jon, non è meglio?»
«Mah».

3 - Ser Davos fa battute sconce.
Ser Davos fa battute sconce.

Voti, rispettivamente: 7, 5, 9.

La battaglia che chiude la puntata è superlativa e passa in un lampo. I miei momenti preferiti.
- Il volo a pelo d’acqua e ali spiegate di Drogon: voto 8
- La fuga rocambolesca di Bronn che finisce sul carro con la balestra: voto 9
- Il salvataggio in extremis di Jaime: voto 10

Tutta la sequenza è orchestrata magistralmente, perché continuamente l’inquadratura stringe e allarga, cioè riproduce il conflitto come un’unica creatura furiosa - mostrando come si muove, bruciando e contorcendosi -, ma allo stesso tempo punta l’obiettivo sulle singole storie che lo animano - i cavalli assassinati, la rabbia di Dany, l'urlo dei Dothraki, i corpi carbonizzati, le poche decisioni strategiche da prendere al volo, al far capolino del drago.

Tra queste storie, una si merita il dieci e lode che ho tenuto in serbo per chiudere la pratica.
Tiryon osserva la pianura, conosce suo fratello. Il drago ferito si agita sulla sabbia bagnata, Daenerys è a terra. Jaime attacca. Il nano, impietrito, prega.

«Scappa, idiota».

Quell’amore che non se n’è mai andato, l'ultima famiglia che gli è rimasta al mondo, è al contempo la nostra suspense e la terra fertile da cui, ne sono certo, scaturiranno ancora i momenti migliori di questa serie straordinaria, dove il fantasy agisce su larga scala e subito si raccoglie di nuovo su se stesso, sui legami di sangue e desiderio che oltrepassano la fame di troni e giustizia.
Voto: 10 e lode.


*In verità lì per lì non ho idea di cosa abbia turbato Ditocorto, poi spulciando in rete tra le ricostruzioni dei fan sociopatici che ricordano tutti i dialoghi delle sette stagioni del Trono di Spade a memoria, comprese le varianti dei libri, scopro che è una cosa che Baileys aveva detto a Varys nella Season 3, quando portava pizzo e capelli parecchio più corti. Ah, ecco.

Leggi anche i voti all'episodio 7x1, Dragonstone.
Leggi anche i voti all'episodio 7x2, Stormborn.
Leggi anche i voti all'episodio 7x3, The Queen's Justice.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
VAI ALLA SCHEDA

Commenti