Il Trono di Spade: pro e contro di Eastwatch. I voti dell’episodio 7x5

di Giorgio Viaro - 15-08-2017

Le cartine di Ser Davos, i pizzini di Ditocorto



Siamo ancora una volta ridotti così, a parteggiare nostro malgrado.
Fermiamoci un attimo a osservare il panorama: chi, sano di mente, potrebbe abbracciare completamente la causa di una sovrana isterica, manipolatrice, incestuosa e vendicativa? E d’altra parte, quanta immedesimazione può ispirare l’idealismo prepotente e la superiorità piovuta dal cielo della Regina dei Draghi, con quel lampo di fanatismo negli occhi che non si spegne mai? Resterebbe allora il Re del Nord, il bastardo dolente, il capopopolo suo malgrado, eppure anche in questo caso l’empatia fatica nel trovare appigli di fronte a un uomo che ama astrattamente il suo popolo ma ha tenuto tra le braccia solo Ygritte, che combatte senza una memoria personale della carne, isolato dal suo destino e dalla sua risurrezione in un limbo.

E così, come ogni volta, c’è più vita nelle segrete catacombali in cui si incontrano Tyrion e Jaime - gente che ha tradito e ucciso sempre per amore o sopravvivenza, cavalieri che mettono le ideologie in fila dopo i ricordi e i volti dei familiari - che nelle pianure sconfinate dove volano i draghi e sfilano gli eserciti. E così in questa vaghezza morale, in questo triangolo di fanterie in cui decidere la propria sponda è quasi impossibile, resta molto più interessante scoprire dove la vita emerge come erba infestante tra i macigni della politica. Cioè nei rimorsi di Varys (voto 6), nelle ambizioni cavalleresche di Sam (voto 7), nell’amore platonico di Jorah (voto 8), nella schietta codardia e nel senso pratico di Davos (voto 9), nel fretta famelica del Mastino per il destino che riconosce ormai a un passo - una fretta senza dio, senza padroni, senza sovrani che è come balsamo sulle ferite di tutta una vita (voto 10).

È questa erba infestante la natura della quinta puntata (voto complessivo 7), in cui infine le attenzioni di tutti, per motivazioni diverse, si rivolgono oltre la Barriera e in direzione di una impossibile, imminente alleanza anti-Estranei che potrebbe rimpastare i rapporti di forza. E che tra l’altro dà giustificazione del teaser circolato a lungo nei mesi scorsi a precedere l’inizio di questa settima stagione.

Detto questo, la premessa aulica non mi esime comunque dallo stupore per come Jaime, che avevamo lasciato ad affondare nelle profondità improbabili della battigia dove stava infuriando la battaglia con Daenerys, riemerga ora a due miglia di distanza aggrappato a una riva da cui lo scontro è poco più di un rivolo di fumo. Con tutto il rispetto per i bicipiti e il fiato di Bronn, il salvataggio non sta in piedi.
Voto a come viene sprecato il cliffhanger della quarta puntata: 2.

Un’altra cosa che mi lascia perplesso è la deriva conservatrice delle serie ora che i libri di zio George sono solo un ricordo: tralasciando il destino delle vipere, che mi sento di definire personaggi secondari, in questa settima stagione (ma in fondo già nella sesta) non c’è stata nessuna vera uscita di peso tra buoni o quasi-buoni. E molte occasioni sono andate sprecate.
La morte di Jaime, quella di Drogon, o - per dire - di una Sansa qualsiasi, potevano dare un bello scossone, tanto più che mancano appena otto puntate alla fine di tutto. Il gusto perverso e rivoluzionario di Martin per le uscite a effetto, in controtempo e in barba ai desideri dei fan, è ormai un ricordo? Accadrà qualcosa di qui a fine agosto? O meglio tenersi buoni tutti per una manciata di spin-off?
L'unico che mi sembra davvero a rischio in questo momento è il Mastino.
Voto alla politica difensiva della HBO: 5.

Altre conferme di puntata.
1) I morti camminano, camminano, ma non arrivano mai. Immagino grandi barbecue e tornei di curling lungo la strada.
2) Farsi annusare la mano per fare amicizia, funziona bene uguale con un labrador e con un drago gigante.
3) Quando Daenerys è in ansia, deglutisce.
4) A Westeros stanno esagerando con le lampade e le tinte per capelli.
5) Davos deve conoscere delle scorciatoie, visto che completo il tour Dragonstone - Westeros - Dragonstone - Barriera nello stesso tempo che Cersei impiega per spostarsi dal tavolo dello studio alla veranda con il pavimento dipinto. O abbiamo sottovalutato le cartine del primo, o abbiamo sottovalutato il soggiorno della seconda.
6) Thormund non riesce a togliersi Brienne dalla testa.
7) Non solo Ditocorto sussurra ma ama anche farsi sussurrare. Un’intera puntata in cui lo vediamo parlare e ascoltare senza mai sentire nulla di quel che dice, è un record.

Sale, infine, la tensione tra Arya e Sansa. Il pizzino che la sorella minore ritrova è un’esca di vecchia data, ma è chiaro che la sovrana reggente ci sta prendendo gusto a comandare, e il narcisismo non le giova. L’imbeccata di Arya-testa-calda - “L’ordine si mantiene facendo volare le teste” - mi rammenta invece che a Westeros buon governo significa soprattutto pragmatismo forcaiolo.
Voto al confronto fra le due: 6.

Postilla finale: se vi è sembrato un recap più serio del solito, è perché lo è.
Due ragioni: la prima è che gli amministratori della pagina Game of Thrones Italy la scorsa settimana mi hanno fustigato per scarsa ispirazione (!), quindi considerate questo pezzo come una pausa di riflessione (e una specie di broncio, anche se avevano ragione loro).
La seconda è che effettivamente questa puntata mi ha fatto sorridere molto meno del solito, il che tutto sommato può essere un buon segnale.

Leggi anche i voti all'episodio 7x1, Dragonstone.
Leggi anche i voti all'episodio 7x2, Stormborn.
Leggi anche i voti all'episodio 7x3, The Queen's Justice.
Leggi anche i voti all'episodio 7x4, The Spoils of War.

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