Il Trono di Spade: il regista di "Beyond the Wall" ha ammesso che la tempistica era poco plausibile

di Marica Lancellotti - 23-08-2017

«Ho sperato che la storia entusiasmante facesse passare la cosa in secondo piano»



[Attenzione! Contiene dettagli dell'episodio 7x6 del Trono di Spade]

Mentre stava girando l'episodio Beyond the Wall e poi in fase di montaggio, Alan Taylor avrà immaginato che qualcuno gli avrebbe rivolto la fatidica domanda: ma cosa avete combinato con la tempistica dell'episodio 7x6 del Trono di Spade?

Lo immaginiamo intento a pensare a mille risposte diverse, e magari a cercare suggerimenti esterni che potessero sembrargli migliori delle proprie conclusioni, ma alla fine, ha prevalso il metodo che insegnano fin dall'asilo: quando la situazione si fa troppo scomoda o si dice la verità o ci si avvale della facoltà di non rispondere, e Taylor ha deciso per la prima soluzione.

Quando Variety, facendosi portavoce di molti malumori del pubblico, ha chiesto spiegazioni sui tempi dell'episodio davvero poco verosimili, il regista ha candidamente ammesso: «Sì, sapevamo di poter risultare un po' vaghi». A cosa si deve la sensazione di "vaghezza"? Al fatto che mentre il manipolo di eroi combatte contro gli Estranei, Jon Snow capisce di non poter vincere da solo quella battaglia e manda Gendry "piè veloce" al Castello Nero: da lì dovrà essere inviato un corvo a Daenerys perchè corra in soccorso con i draghi. Gendy arriva, il corvo parte e devono aver scelto il più celere visto che in una manciata di ore (abbastanza per un principio di congelamento oltre la Barriera ma non perchè l'esercito del Re della Notte, in evidente vantaggio numerico, condanni il gruppetto di sconsiderati all'eterno oblìo) non solo Dany, indossato il cappotto di pelo nuovo di zecca, riesce a paritre portando con sè i tre draghi, ma riesce pure a salvare il Re del Nord e i suoi amici. Tutto nello stesso pomeriggio.

«Abbiamo cercato di camuffare il "problema" giocando con il fenomeno dell'eterno crepuscolo polare, ma per alcuni spettatori ha funzionato, altri si sono sentiti confusi. Molti sembravano preoccupati di stabilire quanto possa volare velocemente un corvo, per esempio, ma c'è una cosa chiamata "impossibilità plausibili", che è quello che cerchiamo di realizzare, diversa dalle "plausibilità impossibili"».

Credete che vi sia ancora una volta sfuggito qualcosa? Forse anche al diretto interlocutore di Taylor, e così lui ha aggiunto, più semplicemente e sinceramente: «Abbiamo forzato la plausibilità, è vero, ma spero proprio che l'entusiasmo generato dalla storia faccia passare in secondo piano il resto».

Fonte: Variety

© RIPRODUZIONE RISERVATA
VAI ALLA SCHEDA

Commenti