Qualcuno è morto nel finale del Trono di Spade 7 e questa è stata la reazione del suo interprete

di Marica Lancellotti - 29-08-2017

La fatidica chiamata di Benioff e Weiss è arrivata anche per lui...



[Attenzione! Evitare la lettura prima della visione dell'episodio 7x7, The Dragon and the Wolf, del Trono di Spade]

In 7 stagioni del Trono di Spade non sono state molte le chiamate che gli showrunner Benioff e Weiss hanno fatto agli interpreti del loro show, e quando è successo non è stato quasi mai per motivi trascurabili.

Eppure i due hanno assicurato che poche volte si sono trovati nella condizione di disagio in cui li ha messi il dover comunicare ad Aidan Gillen che sì, il suo Petyr "Ditocorto" Baelish sarebbe morto alla fine della penultima stagione. «Abbiamo adorato il lavoro di Aidan in The Wire per questo l'abbiamo assolutamente voluto nel nostro show. Lui è un interprete fantastico e la dimostrazione di quanto sta nel fatto che, pur essendo un personaggio minore se consideriamo il suo tempo sullo schermo, è riuscito a entrare in ogni discorso intorno al Trono di Spade grazie alla sua performance. Senza considerare che la nostra idea per Baelish era nettamente diversa prima di aver visto Aidan Gillen all'opera: la sua versione di Ditocorto ci ha letteralmente conquistati. Nella serie, in 7 anni, è morta un sacco di gente, ma quella telefonata è stata una delle più difficili che abbiamo mai dovuto fare».

Dal canto suo anche Aidan Gillen ha raccontato di aver vissuto piuttosto male l'attesa del grande e triste annuncio: «Quello che la chiamata significa è ovvio perchè loro due non ti telefonano mai. Michale McElhatton (Roose Bolton, ndr) mi raccontò della sua, di quello che aveva provato. Così provai a immaginare come mi sarei potuto sentire se un giorno fosse capitato anche a me, tanto prima o poi sarebbe arrivata. Questo perchè Game of Thrones fa ormai parte della mia vita quindi non ho potuto fare a meno di pensare: "Come vivrò lontano da quel set? É una grande perdita"».

Il problema di Ditocorto è stato che, nonostante i piani sempre accorti e accurati, questa volta ha sbagliato a sottovalutare i tre giovani figli di Ned Stark, così la situazione gli è sfuggita di mano per l'unica opzione a cui, forse, non aveva pensato: «Pur essendo estremamente cauto, un po' di rischio c'è sempre nell'elaborare un piano. Tuttavia penso lui si sia messo coscientemente in una situazione di possibile svantaggio: non dimentichiamo che Petyr Baelish è un giocatore d'azzardo e penso che mettersi in pericolo un po' gli piacesse».

Così addio, perfido Ditocorto, e grazie per tutti gli insegnamenti all'astuzia regalati per 7 stagioni, a noi e a Sansa Stark, che impara lentamente ma impara. «Girare quell'ultima scena è stato emozionante. Come estremo omaggio a un grande personaggio ho voluto calarmi completamente nei suoi panni, ho cercato di viverla come immaginavo che lui potesse viverla. I due showrunner non erano sul set ma Bryan Cogman (il co-produttore) ha chiamato tutti da una parte e ha detto alcune belle cose su di me. Mio figlio era lì presente e questo mi ha riempito d'orgoglio».

«Sono anche riuscito ad avere la mia spilla con l'uccellino, l'avevo chiesta da molto tempo. E alla fine qualcosa da Petyr Baelish l'ho imparata anch'io: ho negoziato e sono riuscito ad averne due, una per me e una da regalare a mio figlio».

Per chi si sente già orfano di Aidan Gillen c'è una buona notizia: in autunno lo vedremo nella quarta stagione di Peaky Blinders sulla BBC.

Fonte: EW

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