Star Trek: Discovery sbarca al Lucca Comics & Games 2017 con il suo equipaggio. La cronaca dell'incontro

di Irene Rosignoli - 02-11-2017

Cosa hanno raccontato la protagonista Sonequa Martin-Green, Jason Isaacs, Shazad Latif e il produttore esecutivo Aaron Harberts sulla sfida di dar nuova vita a una leggenda

Secondo giorno di Lucca Comics & Games 2017 e secondo appuntamento con una serie targata Netflix. Dopo l’incontro con il cast di Stranger Things (qui il nostro resoconto), a farla da padrone nella giornata del 2 novembre sono stati infatti i protagonisti di Star Trek: Discovery, sesta serie televisiva ambientata nell’universo di Star Trek e grande ritorno dell’iconico franchise dopo ben 12 anni dalla conclusione di Star Trek: Enterprise.

Presenti a Lucca gli attori Sonequa Martin-Green (il Primo Ufficiale Michael Burnham, protagonista della serie), Jason Isaacs (il Capitano Gabriel Lorca), Shazad Latif (il Tenente Ash Tyler) e infine il produttore esecutivo Aaron Harberts.

Durante l’incontro con la stampa, i talent hanno parlato della responsabilità di far parte del canone di una saga così importante per la storia della fantascienza. Star Trek: Discovery è infatti ambientata dieci anni prima della serie originale del 1966, con cui idealmente si raccorderà negli ultimi episodi (ma non prima di aver esaurito la sete di nuove storie dei fan: la seconda stagione è già stata confermata). Ecco alcuni degli interventi più interessanti emersi dall’incontro, a cui Best Movie era presente.

Che tipo di preparazione avete affrontato per calarvi in un universo così ben codificato come quello di Star Trek?
Isaacs: La nostra fortuna è che la serie è ambientata 10 anni prima, perciò è un arco tutto nuovo e l’unica cosa fondamentale è che vada a ricollegarsi con il punto in cui inizia la serie originale. Personalmente non ho voluto guardare niente delle opere originali, anche perché sarebbe inutile voler competere. A un certo punto mi hanno dato un Manuale della Federazione, ma io mi sono detto: “sai cosa?, noi siamo dieci anni prima, io questo non me lo leggo!
Martin-Green: Io mi ero riproposta di vedere tutto, ma proprio tutto quello che è stato prodotto di Star Trek negli anni… ma non sono andata molto lontano, sarò sincera.
Latif: Nemmeno io ho riguardato molto del materiale originale. Mi piace The Next Generation, ma principalmente perché c’è Patrick Stewart.
Harberts: Dal punto di vista della scrittura, non puoi certo farti condizionare da più di 700 ore di girato prodotte in passato, perché un’eredità del genere può diventare pesante da portare sulle spalle. Arriva un punto in cui devi necessariamente staccarti e iniziare a scrivere la tua storia. Nel nostro caso poi, i personaggi e le situazioni sono completamente diversi, l’importante è avere ben presente l’originale per quanto riguarda lo spirito e valori come l’idealismo, la speranza, la ricerca della pace.

Saprete sicuramente che il fandom di Star Trek è particolarmente difficile da accontentare. Sentite la pressione di sapere che probabilmente gli episodi verranno passati in rassegna alla ricerca del minimo errore?
Isaacs:
Sinceramente non me ne preoccupo. Quando sono sul set non penso certo alla reazione degli spettatori, in quel momento penso soltanto a fare bene il mio lavoro. Ci sono i Klingon da uccidere, non posso occuparmi anche dei nerd che stanno davanti al computer!
Harberts: Vicino alla mia scrivania ho un post-it con la frase: scrivi per la gioia che provi nel farlo, non pensando agli spettatori. Ovviamente apprezziamo tantissimo i fan ed è bello sapere che tengono così tanto al mondo di Star Trek da analizzare nei minimi dettagli ogni suo aspetto. D’altra parte però è chiaro che è impossibile accontentare tutti, e nemmeno credo che sia nostro dovere farlo. Il nostro lavoro è concentrarci sulla storia che vogliamo raccontare e fare del nostro meglio perché porti dei messaggi positivi. Per lo stesso motivo io e gli altri autori preferiamo tenerci lontani dai social media, così da non avere condizionamenti.

Quali sono gli aspetti che preferite e che invece non vi piacciono dei vostri personaggi?
Isaacs: Non so mai come rispondere a questa domanda. Non ci sono cose che preferisco e altre che mi piacciono meno, semplicemente io lo interpreto, quindi faccio quello che lui deve fare senza giudicare le sue azioni. Quello che posso dire però è che la serie riflette la complessità del mondo che ci circonda, che è poi quello che gli spettatori si aspettano di vedere. Ci sono personaggi imperfetti e pieni di contraddizioni come mai prima d’ora nella saga di Star Trek.
Martin-Green: Io entro moltissimo nel personaggio, mi piace proprio viverlo. Io sono Michael. Detto questo, concordo con il fatto che non bisogna giudicare i personaggi se si vuole interpretarli bene. Di lei mi piace che abbia dei princìpi di ferro, ma ha comunque anche tanti difetti, com’è giusto che sia.

Sonequa, hai interpretato due ruoli straordinari come Sasha Williams in The Walking Dead e ora ovviamente Michael Burnham. Pensi che sia vero che al cinema o in televisione ci sia una mancanza di ruoli femminili validi?
Martin-Green: Io mi sento molto fortunata. Ho potuto interpretare queste due grandi donne, due campionesse che mostrano sia il loro lato forte che quello più vulnerabile, cosa che amo molto perché è giusto che ci sia spazio per entrambi quando si rappresenta un personaggio femminile. Io credo nell’attivismo tramite l’arte, penso che sia fondamentale come donna poter trasmettere messaggi di emancipazione attraverso i miei ruoli, soprattutto in opere che raggiungono il pubblico con una portata come quella di Star Trek. Vorrei però sottolineare che la creazione di personaggi femminili validi parte prima di tutto dalla sceneggiatura, quindi senza gli autori come Aaron non sarebbe possibile.

Ci sarà la possibilità di uno spin off in futuro?
Harberts: Non abbiamo ancora finito la prima stagione e già pensiamo allo spin off? Scherzi a parte, è una domanda interessante perché mostra quanto questo universo sia vasto e le infinite possibilità di espanderlo e di approfondirlo che ci sono. Per ora siamo concentrati sulla prima stagione, ma spero che ci sia l’occasione in futuro.