Riassundead: il recap di DocManhattan di The Walking Dead - 8x5

di Alessandro “DocManhattan” Apreda - 21-11-2017

Il recap pochissimo serio del quinto episodio: scopriamo che ne è stato di Padre Gabriel e di Negan, ma soprattutto perché Eugene rimane uno dei più insopportabili idioti della storia della televisione



L’AMICIZIA DI CHI NON S’AMMAZZA (MA CI PROVA)
(S08E05 - I peccati di Negan)

Era dal primo episodio di questa ottava stagione, ormai un mese fa, che ci chiedevamo come diavolo fosse andata a finire tra Padre Gabriel e Negan in quel container, circondati dagli zombie. Negan gli ha fracassato il cranio con Lucille, giusto per tenersi in allenamento? Gabriel ha fatto qualcosa di coraggioso nella vita, una volta tanto, anziché limitarsi a sudare come fa sempre? È scoppiato l’amore tra i due? Più o meno l’ultima, diciamo.

Si parte da un doppio flashback, ché ormai questa stagione è talmente tutto un avanti e indietro che sembra le prime di Arrow, manca solo l’effetto sonoro della sgommata quando partono i ricordi dell’isola. Padre Gabriel è ancora nella sua chiesa, quella a prova di vaganti e di noiosissimi parrocchiani che cercano rifugio dall’apocalisse-zombie e vengono GIUSTAMENTE lasciati a morire là fuori. Così imparano a fare i tirchi quando è il momento delle offerte e a disertare le sedute di preghiera del giovedì sera solo perché c’è la partita, gli stronzi egoisti. Cerca uno scopo nella vita, Padre Coraggio, dice. Hai detto niente.

L’altro flashback ci mostra invece perché Negan e i suoi abbiano giocato nel primo episodio l’inutile carta dell’inutile voltagabbana dell’inutile Gregory, uno il cui tradimento è stato accolto dagli abitanti di Hilltop con uno Sticazzi collettivo così forte da provocare una scossa tellurica. Simon, il braccio destro di Negan, quello che sembra Murdock dell’A-Team con i baffi da motociclista del Blue Oyster Bar, l’ha tirato dentro a una riunione dei Salvatori, come si fa con le vendite porta a porta del coperchio magico. Negan spiega prima la sua filosofia dell’uccidine uno per salvarne cento, la versione per psicopatici del precetto di Mao Zedong, poi gli dà del doppiogiochista, del mini-dotato (due volte) e del politico. Gregory se la prende soprattutto per l’ultima offesa, chiaramente.

Subito dopo l’arrivo di Rick e degli altri, Gabriel e Negan si ritrovano nel container, dicevamo. Ma diventano amiconi e il prete si illumina tutto: ha trovato il suo scopo, finalmente. “Confessati!”, dice a Negan. Praticamente una versione sudata e sorridente della septa Unella del Trono di Spade. La sigla del telefilm arriva giusto in tempo per coprire le risate di naso di Negan e del pubblico a casa.

Rick e Daryl, intanto, si fanno raccontare dal tipo barbuto che era fuggito con le armi sul fuoristrada, in fin di vita a bordo strada, che nel suo avamposto sono morti praticamente tutti. I suoi e i soldati del Regno, tranne il Re collega di Willie il Custode dei Simpson, l’energumeno con l’ascia e la “psicopatica con i capelli corti”, altrimenti detta la Terminator, l’Invincibile o l’Immortale. Ché a CommandoCarol, Ciro Di Marzio di Gomorra le spiccia casa. È risaputo.

Rimasti senza Negan e incerti sulla sua sorte, i suoi luogotenenti portano avanti la riunione per la vendita dei coperchi, ed Eugene si permette di discettare sul da farsi. Sono messi così male, senza il loro leader, che stanno ad ascoltare un deficiente con un orribile mullet in testa, santo cielo. Rendiamoci conto. Dwight la talpa gli dà una mano con gli altri ed Eugene, per ringraziarlo, poco dopo gli porta un po’ di cetrioli, a ricordare la metafora universale del loro eterno girare e della fine che fanno per il povero ortolano. Eugene è talmente avanti che gioca poco dopo con l’Atari 2600 a Boxing, un titolo del 1980, ed è convinto sia tecnologia all’ultimo grido pre-apocalisse. Hanno provato a spiegargli che è una roba vecchissima, ma lui si è fermato al concetto di “televisore”. Ha bisogno dei suoi tempi, il genio dei cetrioli.

Il feeling da buddy movie tra Negan e Gabriel viene intanto messo un attimo in crisi. C’è un piccolo bisticcio, il prete si chiude in uno stanzino del container con la pistola e minaccia di non giocare più a scivolo con le figu con lui. Ma anche Rick e Daryl hanno un diverbio in merito al piano da seguire, e in nome della loro vecchia amicizia, l’Unto cerca di strangolare Grimes con una presa per far addormentare imparata guardando da bambino in TV gli incontri di wrestling di Jake the Snake commentati da Dan Peterson. Bastoncino, pim pum pam, volan tanti scappellotti e alla fine i due riescono con numero alla Fantozzi a far ESPLODERE IL FUORISTRADA CON LE ARMI PESANTI. Il che vuol dire che tutta quella gente è morta PER NIENTE. Ma complimentissimi.

Nel container, Negan parla della sua prima moglie e il ricordo di quando non se lo teneva nei pantaloni in compagnia di altre donne lo commuove. È un momento molto toccante, perché il leader dei Salvatori ha in fondo un cuore d’oro, quando non fa esplodere teste. Per Gabriel Unella vale come confessione e i due, di nuovo amiconi, si coprono di interiora di zombie per tentare il vecchio numero della passeggiata stealth da vomito, un grande classico sin dalla prima stagione del telefilm.

Intanto, alla riunione (si è passati ai prodotti della Tupperware), una bionda in canotta avvisa che ci sono problemi con gli operai della fabbrica: si sono iscritti in massa ai sindacati e hanno incrociato le braccia. Volano parole importanti, tipo si fa il nome della Camusso, e ci scappa pure il morto, ma poi torna Negan, tutto fischiettante e coperto di intestini in putrefazione. Tutti si inginocchiano, lui si spara le pose con la voce da speaker radiofonico alle sette del mattino su una stazione per soli cocainomani, tutto è sotto controllo. Tranne che sono, uh, sempre circondati dai vaganti. Ma il tempo di mettere il chiodo in lavatrice e Negan, in magliettina, fa capire ad Eugene che deve trovare una soluzione. Il che è come chiedere al vostro amico più sfigato di rimorchiare una top model, ma oh, tentare non costa nulla.

E mentre Rick vede un elicottero e fa la faccia del vostro amico sfigato dopo che la top model, incrociandolo per strada, gli fa “Va’ che sei proprio un gran figo, oh!”, Eugene va a portare un cuscino a Gabriel nella sua cella, per dargli il benvenuto al Santuario. Un minuto di insopportabili cazzate alla Eugene più tardi, non sentendo risposta, si decide ad aprire la porta e trova il prete febbricitante a terra. C’è bisogno del Dr. Carson, dice Gabriel, per Maggie. Ma Eugene è ancora fermo al concetto di “cuscino”. Capirà tra sei o sette giorni, dipende da quanti cetrioli gli sono rimasti nel barattolo.

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