Addio a Steven Bochco: chi era il grande showrunner americano?

di Attilio Palmieri - 03-04-2018

Ha cambiato la storia della televisione come pochi altri immaginando il futuro del piccolo schermo



Domenica se n'è andato Steven Bochco, uno dei massimi autori della storia della serialità televisiva, colui senza il quale molte delle grandi serie di qualità degli ultimi vent'anni non sarebbero mai esistite. Avete presente l'importanza storica dei Soprano e di The Wire? Gli intrecci narrativi vertiginosi di Lost e Game of Thrones? Tutte queste narrazioni hanno almeno un grazie da dire a Steven Bochco, perché senza la sua spinta innovativa sarebbe stato molto più difficile immaginare un certo modo di raccontare le storie.

Dagli anni Novanta grazie a serie come The West Wing, E.R. e X-Files sulle televisioni in chiaro e Oz e I Soprano sulle TV via cavo si è iniziato a parlare di quality television, ovvero – per farla breve – di un modello di televisione innovativo, fatto di narrazioni complesse e di personaggi con archi narrativi lunghi e stratificati. Tuttavia queste serie sono eredi della lezione di Steven Bochco, il quale all'inizio degli anni Ottanta con la sua Hill Street Blues (in Italia conosciuta con il titolo Hill Street – Giorno e notte), aprì la strada a una televisione capace da una parte di assorbire le tematiche che il cinema hollywoodiano degli anni Settanta aveva ampiamente sviscerato e dall'altra di dar vita a formati narrativi inediti e profondamente influenti sulla televisione del futuro.

La prima cosa davvero significativa della sua carriera però risale al decennio precedente quando nel 1971 scrive il primo episodio di Colombo (serie resa celebre dall'interpretazione di Peter Falk), diretto dall'allora ventiquattrenne Steven Spielberg.

È però Hill Street Blues il contributo principale di Bochco alla televisione, in particolare per la l'impegno nel raccontare le diseguaglianze sociali, le discriminazioni razziali e la violenza nelle città americane. Il noir metropolitano in televisione è figlio di questa serie, senza la quale show come The Wire e The Shield forse non sarebbero mai esistiti.

Su un piano più generale però, Bochco ha dato vita a un nuovo modo di raccontare perché Hill Street Blues è storicamente riconosciuta come la prima serie serializzata, ovvero il primo show televisivo in cui convivono storyline verticali (ovvero i cosiddetti “casi del giorno”) e storyline orizzontali della durata di una o più stagioni e che portano avanti la trama principale e gli archi dei personaggi.

All'inizio degli anni Novanta Steven Bochco dà un'ulteriore scossa al mondo della serialità televisiva con NYPD, serie che a partire dai propri scomodi e contraddittori protagonisti dimostra che anche la televisione in chiaro può andare in profondità nella complessità dell'animo umano raccontandone tutti i suoi lati oscuri. Il detective Andy Sipowicz, interpretato alla perfezione da Dennis Franz, è stato uno dei primi antieroi della televisione americana, vero e proprio precursore di Tony Soprano, Vic Mackey, Don Draper e Walter White.

La morte di Steven Bochco è la morte di uno dei massimi autori della storia del piccolo schermo, una personalità grazie alla quale la televisione ha iniziato a raccontare le proprie storie con una complessità nuova, riuscendo ad attirare l'attenzione del pubblico e della critica come mai era riuscita a fare prima.

Foto: Getty Images

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