The Walking Dead 6x01: la recensione di Come la prima volta

di Andrea Facchin - 12-10-2015

Il corso di sopravvivenza di Rick e la lunga marcia zombie: la serie AMC riparte


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«Non siete pronti per quello che c’è là fuori». Rick Grimes parlava così agli abitanti di Alexandria nel corso del season finale della quinta stagione. Parole che sottolineavano l’incapacità dei suoi nuovi compagni di sopravvivere all’Apocalisse. Il cuore della sesta stagione della serie AMC comincia a battere proprio da qui, e Rick è determinato a cambiare le cose sottoponendo l’intera comunità a un intenso corso di sopravvivenza (di fronte al quale pure Bear Grylls impallidirebbe). La prima lezione è già di quelle toste: condurre un esercito di zombie il più lontano possibile dalle porte di Alexandria.

Riassumiamo in breve: Rick e Morgan scoprono una quantità mai vista di non morti, vero record per la serie, a girovagare in una valle, bloccati da due tir che fanno da barriera ma sembrano sul punto di cedere (li hanno parcheggiati prima di scappare coloro che occupavano la zona in precedenza). Così Grimes ha un piano: guidare la mandria di vaganti verso ovest, dalla parte opposta di casa, con lui e il suo gruppo nelle vesti di pifferai magici. Strategia calcolata nei minimi dettagli, ma discutibile: perché liberare gli zombie anziché approfittare della loro immobilità e ucciderli tutti?

La missione è ricostruita attraverso un’alternanza tra passato e presente, con i flashback in bianco e nero. Una trovata in stile Pleasentiville e piuttosto stucchevole, ma che comunque rappresenta una novità stilistica per lo show (ci dobbiamo aspettare anche l’episodio muto o in versione musical?). La differenza cromatica serve sì a distinguere gli stacchi temporali – sempre più brevi e frequenti man mano che le due linee narrative coincidono -, ma anche a segnare una linea di demarcazione tra l’Alexandria che è stata e quella che è ora (e sarà poi). Il resto è una semplice presentazione dei nuovi personaggi e delle dinamiche relazionali tra i protagonisti. La leadership di Rick è sempre più in discussione, così come le sue decisioni. Succede quando si rasenta la schizofrenia: un momento è il saggio sceriffo delle prime stagioni, l’attimo dopo è lo psycho killer recente. Se ne sono accorti tutti e già si vedono i primi accenni di spaccatura. Morgan, come previsto, in questo senso sarà determinante: quello tra lui e Grimes è uno dei conflitti cardine di quest’anno, e il pilot lo introduce già in maniera piuttosto esplicita attraverso sguadri e dialoghi.

Rispetto a quella esplosiva della stagione scorsa (ricordate la fuga da Terminus?), questa è una partenza più in sordina e introspettiva, che lascia l’amaro in bocca per come non sia stata sfruttata a dovere la presenza folle di zombie, che avrebbe potuto e dovuto dar vita alle scene action che ci piacciono tanto (per non parlare dei grossolani effetti speciali in CGI, roba che l’Asylum in confronto è l’Industrial Light & Magic). Serve una scossa, che possiamo sintetizzare in una lettera: “W”. Perché i misteriosi e cattivissimi Wolves sembrano dietro l’angolo. Anzi, davanti alle porte di Alexandria…

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