The Walking Dead 6x06: la recensione di Al sicuro

di Andrea Facchin - 17-11-2015

Daryl, Sasha e Abraham incontrano una nuova minaccia… ma di chi è quella voce?


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Come previsto, continua il dentro e fuori da Alexandria nell'episodio di The Walking Dead intitolato Al sicuro. Questa settimana ci troviamo in strada, insieme a Daryl, Sasha e Abraham, sempre in testa alla mandria di zombie. La tranquillità della marcia viene però interrotta da un gruppo di individui (Wolves?) che comincia a sparare addosso ai nostri, che finiscono per dividersi: Daryl si rifugia in mezzo ai boschi, Sasha e Abraham negli uffici di quella che una volta era un'assicurazione. E così, l'episodio procede su due linee narrative parallele.

Dal momento che Abraham e Sasha non fanno altro che chiacchierare mentre aspettano il ritorno dell'amico - classiche riflessioni sulla vita nell'Apocalisse -, è proprio Daryl a regalare i momenti più interessanti, perché nella foresta incontra una serie di nuovi personaggi. Un misterioso trio (due donne e un uomo), infatti, lo prende in ostaggio per consegnarlo a una non meglio identificata gang, di cui non ci viene svelato quasi nulla se non il nome di uno dei suoi membri - Wade - e regole di condotta rigide ma misteriose. Nei dialoghi viene però usato un termine ricorrente, "inginocchiarsi": che sia un rito dei nuovi "altri" (chi conosce i fumetti, potrebbe aver avuto un flash inquietante)? Su chi siano queste new entry è facile farsi un'idea: non sembrano Wolves, perché non vengono mai inquadrati in volto (e quindi, niente W). Hanno invece tutta l'aria di essere i Saviors, gli scagnozzi di Negan, villain iconico il cui casting è terminato giusto qualche giorno fa. Il suo ingresso nello show è sulla bocca di tutti da mesi e ora è facile che gli autori abbiano iniziato a costruire le basi per quella che, nell'arco fumettistico, è una delle storyline più drammatiche.

E Glenn? Ancora nulla, ma alla fine, quando Daryl recupera Sasha e Abraham uscendo dai boschi a bordo di un'autocisterna (!), il suo walkie-talkie cattura una voce. La prima volta, il segnale è disturbato. La seconda, si sente una sola parola: AIUTO. Sarà lui?

La direzione di questa prima parte di stagione è chiara: frammentare la narrazione per sviluppare una grossa semina in vista del post mid-season, in cui, in linea teorica, dovrebbe succedere di tutto. L'attesa, però, infastidisce e annoia (16 episodi gestiti in questo modo, lo avevamo già detto, sono troppi). Vivere di brusche accelerate dando per scontata la fedeltà del proprio pubblico, alla lunga, potrebbe rivelarsi una scelta dal conto salato.

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