The Walking Dead 6x08: la recensione di L'inizio e la fine

di Andrea Facchin - 01-12-2015

La prima metà di stagione si chiude con gli zombie che invadono Alexandria. E Negan all'orizzonte


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Ok, non ci aspettavamo un mid-season finale votato al massacro, né che qualsiasi membro del gruppo di Rick ci salutasse per sempre (sul serio questa volta). Ma un po' di morti sì, almeno tra gli abitanti di Alexandria (o padre Gabriel!), che all'improvviso si sono volatilizzati nel nulla, manco fossimo in The Leftovers. Invece, il banchetto dei vaganti di The Walking Dead non ha mai pianto così tanto, perché nell'episodio che chiude la prima parte della sesta stagione, gli unici a occupare la "Safe Zone" sembrano Grimes, i suoi e Deanna. Ed è proprio lei ad avere la peggio, morsa a tradimento da un vagante (ma se non hai ancora capito che per ucciderli serve mirare alla testa, allora te la vai a cercare). Aggiungiamoci Carol e Morgan che litigano come due bambini per la testa del Wolf prigioniero (che poi ovviamente scappa), e la frustrazione sale a livelli pericolosi.

Non succede nulla nemmeno questa volta, e sì che l'episodio poteva (e doveva) restituire alla serie AMC quella credibilità che questa stagione ha minato forse come mai prima. Colpa di scelte narrative sbagliate, di una gestione confusa di flashback e non, e - dulcis in fundo - del caso Glenn e del silenzio assordante intorno alla sua falsa morte. Una carta giocata malissimo dagli autori - su cui abbiamo già detto tutto -, che ora non stanno certo sistemando le cose: anche in questa puntata, Glenn compare solo per arrampicarsi su un albero e vedere la sua Maggie su un ponteggio in cima alle mura di Alexandria, al riparo dagli zombie. Punto, nessuna reunion, e quello che ci resta in eredità è il cliffhanger più debole di sempre.

Cosa aspettarsi da febbraio in poi è difficile immaginarselo, ma l'ingresso di Negan, strillato nella scena post-credit, è l'arma con cui lo showrunner Scott Gimple intende risollevare le sorti di un'annata potenzialmente fallimentare. Magari ci scapperà anche una morte illustre (Daryl? I fan sono già pronti all'insurrezione), ma quello che ci auguriamo è di non dover più confrontarci con pause irritanti e twist prevedibili. La tradizione di The Walking Dead ci spinge a dare ancora credito a una delle serie di maggior successo degli ultimi anni. Noi ci crediamo. Ma non basterà solo il villain più atteso e temuto.

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